Le persone con disabilità non hanno desiderio.
Fatto: desiderio, affetto, piacere e bisogno di relazione fanno parte della vita umana. Ogni persona li vive in modo diverso, ma la disabilità non cancella il diritto di parlarne.
Miti e fatti
Fatto: desiderio, affetto, piacere e bisogno di relazione fanno parte della vita umana. Ogni persona li vive in modo diverso, ma la disabilità non cancella il diritto di parlarne.
Fatto: il silenzio espone di più. Informazioni accessibili aiutano a riconoscere consenso, pressione, abuso, igiene, contraccezione, privacy e confini.
Fatto: il supporto familiare può essere prezioso, ma le decisioni sul corpo richiedono partecipazione, ascolto e rispetto della volontà della persona.
Fatto: la dipendenza pratica non annulla il consenso. Minacciare assistenza, cure, ausili o trasporto è una forma di controllo.
Fatto: può arrivare da partner, familiari, caregiver, operatori, istituzioni o persone che sfruttano isolamento e bisogno di aiuto quotidiano.
Fatto: questo stereotipo è parte del problema. I servizi devono ascoltare senza pregiudizi, garantire accessibilità e prendere sul serio ogni segnale.
Fatto: il consenso deve essere libero, informato, specifico e revocabile. Può cambiare in qualsiasi momento.
Fatto: significa anche informazioni comprensibili, privacy nei colloqui, comunicazione aumentativa, tempi adeguati, interpreti, spazi sicuri e servizi raggiungibili.
Non risolvono tutto, ma danno un primo appiglio quando manca il coraggio o quando gli altri parlano al posto tuo.
È una richiesta legittima. Puoi anche chiedere che venga scritta nella tua cartella o prepararla prima della visita.
Non serve giustificare tutto. Un limite espresso chiaramente merita rispetto.
Una frase utile quando cura e controllo vengono confusi.
Se temi reazioni, scegli un canale sicuro e una persona fidata.